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Lega Nord sez. Rho - Sinistra Violenta
L'incoerenza del centro sociale "sos fornace" sulla cementificazione:
prima complici, ora critici.

La città di Rho è tutta un pullulare di NUOVE COSTRUZIONI e palazzi che
stanno sorgendo grazie al PIANO REGOLATORE DELLA SINISTRA, tuttora vigente,
che ha anche aperto tanti nuovi supermercati a Rho. Ma dato che era dalla
loro parte, non dicevano niente. E gli affari delle coop a Rho? Dov'era la Fornace quando la Pessina affidava appalti trentennali per i cimiteri e i rifiuti alle coop rosse? Questi sono uguali a tutti gli altri... che schifo.
Sono lì ad aspettare che ritornino i CAPITALISTI DI
SINISTRA per vendere il silenzio in cambio di qualche piccolo vantaggio da loro. BUUUUUUU

tutti i palazzi costruiti fino ad oggi (2010)
seguono il piano regolatore fatto dalla sinistra (Cavicchioli, PD, 1997)
Come si può notare questi alternano temi sociali anche condivisibili (non svendete il territorio) a frasi farneticanti che non stanno nè in cielo nè in terra (Quello che ci siamo presi è solo una piccola parte di quello che ci spetta). Sembra proprio una delle frasi delle SS.
Gruppo Consiliare Lega Nord Rho sulle intimidazioni del centro sociale
Da mesi il centro sociale Fornace maschera con finte “battaglie politiche” (PGT, ALFA, EXPO) l’attività illegale che avviene all’interno della sede da loro occupata.
Cercano di spostare l’attenzione per coprire le loro “Porcherie” :
Vendita illegale di bevande in totale “esenzione fiscale”, non rispetto delle norme igieniche nella somministrazione di generi alimentari, disturbo della quiete pubblica oltre ad occupazione abusiva di immobile, danneggiamento e imbrattamento del patrimonio comunale.
Queste persone che dicono di difendere il territorio, difendono solo i loro “sporchi” interessi.
Non si preoccupano dei cittadini per bene che abitano vicino alla sede da loro occupata, che non riescono più a dormire di notte e che sono addirittura impossibilitati a vendere le loro abitazione perché non riescono a trovare acquirenti.. visto i “vicini scomodi”.
L’Irruzione in Comune del
centro sociale Fornace di Martedì sera , per l’ennesima volta ha interrotto “Questa volta con la violenza” una regolare seduta di consiglio.
Si è arrivati ad insultare in consiglio il Sindaco, il consigliere Cecchetti e altri Consiglieri.
Su i muri del quartiere S.Martino da alcune settimane sono apparse frasi minacciose soprattutto nei confronti del consigliere Cecchetti.
Sulla pagina di facebook di Sos Fornace si legge:
“I mandanti dell'assassinio sono il Sindaco ciellino Roberto Zucchetti e il leghista Fabrizio Cecchetti. Colpevoli insieme a loro tutta la giunta rhodense (a partire dall'assessore alle politiche sociali Carolina Pellegrini
-Cielle- fino ai buzzurri consiglieri Caruso e Valneri). FUORI I RAZZISTI DALLE NOSTRE CITTA'!”
“Il consiglio non si è
fermato a riflettere sul fatto che la dignità di cittadini in carne ed ossa e di un popolo viene calpestata. Ha preferito discutere, dopo che abbiamo abbandonato l'aula, della violenza della nostra azione, in quanto entrando in Comune avremmo inavvertitamente danneggiato una porta”
…
”inavvertitamente
danneggiato una porta” (????)
Chi era presente ha
visto come questi “bravi ragazzi” (La maggior parte nemmeno residente a Rho) hanno distrutto la porta del comune che le forze dell’ordine e gli impiegati del comune avevo chiuso, come hanno travolto un impiegato comunale per raggiungere l’aula consigliare, con quale gentilezza hanno acceso fumogeni all’interno del palazzo comunale.
A questo diciamo Basta.
Chiediamo che queste persone ben identificabile vengano denunciate, che paghino i danni arrecati al palazzo comunale e che la sede di Via san Martino venga sgomberata.
La Lega Nord ritiene
assurda la proposta del Pd di trovare un dialogo e un accordo con queste persone.
La Lega Nord ritiene
vergognoso che nessun consigliere di centro sinistra abbia espresso solidarietà al sindaco e al consigliere Cecchetti.
La Lega Nord chiede pertanto
che la Fornace “venga spenta”.. che questi lazzaroni vengano allontanati da Rho…
Gruppo Consiliare Lega Nord Rho
(da "Settegiorni" del 02/07/2010)
(da "Settegiorni" del 02/07/2010)
(da "La Prealpina" del 01/07/2010)
(del 01/07/2010)
(da "Settegiorni" del 09/07/2010)
(da "Settegiorni" del 09/07/2010)
Sinistra Violenta
Per non dimenticare: l'anima violenta della sinistra
Sabato 11 marzo 2006: I centri sociali
incendiano Milano
Guerriglia in piazza: mezzogiorno
di fuoco a Porta Venezia. Devastato corso Buenos Aires Auto bruciate, negozi
distrutti. Esplode una bomba carta. Bilancio di 9 feriti e 45 fermati
MILANO — Fiamme, fumo, esplosioni,
violenza a Porta Venezia. Il centro di Milano ieri è stato teatro di
incidenti che sembravano appartenere ad anni ormai lontani: 200-300
giovani dell'ala più dura dei centri sociali, forse black-block e
certamente dell'area ultra-antagonista, hanno messo a ferro e fuoco (non
è una metafora) il centralissimo corso Buenos Aires per contestare, con
un «corteo-presidio» non autorizzato in mattinata, la manifestazione
programmata nel pomeriggio dal Movimento Sociale-Fiamma Tricolore di
Luca Romagnoli (finita con un collettivo saluto romano ma senza
ulteriori tensioni). E in serata un’auto della polizia ferroviaria è
stata data alle fiamme alla stazione della Bovisa. È stato un vero
mezzogiorno di fuoco a Porta Venezia. Quasi due ore di guerriglia urbana
hanno devastato la lunga strada commerciale, una vetrina dietro l'altra,
la più affollata di Milano giorno e notte, soprattutto il sabato. A
farne le spese sono stati auto, moto, edicole, fioriere, negozi e
perfino palazzi. Solo l'intervento di polizia e carabinieri, peraltro
reso difficile dalle tecniche di vera guerriglia usate dai manifestanti,
ha consentito che il corteo non sfociasse in tragedia. Ma quando una
bomba carta, caricata a chiodi e bulloni, è stata vista esplodere
all'angolo con viale Regina Giovanna e viale Tunisia, per un soffio sono
non ci sono state conseguenze serie alle persone vicine. I feriti
sono in tutto nove, fra poliziotti e carabinieri: contusioni, choc
acustici, ma nessuna grave conseguenza. Sono 45 i fermati. Poteva andare
peggio, anche perchè alcune ferite sono state provocate da bengala di
segnalazione sparati dai dimostranti dalla distanza di un centinaio di
metri. «Corso Buenos Aires sembrava Beirut», come ha testimoniato un
commerciante. Tutto è cominciato poco prima delle 12, quando gli
autonomi si sono raccolti all'altezza di piazza Lima, a metà di corso
Buenos Aires. Secondo quanto riferito dalle forze dell'ordine,
sarebbero usciti da tre centri sociali — l'Orso, il Vittoria e il
Transiti — ma a quanto pare (ed è una testimonianza raccolta anche
fra alcuni dei dimostranti) non tutti erano ben consci della programmata
guerriglia. Infatti, già subito prima prima e anche subito dopo il
verificarsi degli incidenti, una parte dei dimostranti (soprattutto
quelli del Vittoria) ha lasciato la piazza quando ha visto che la
situazione degenerava. Gli altri, i duri, hanno dato il via alla
violenza. Caschi o passamontagna scuri sulla testa, bastoni o spranghe
in mano, hanno spaccato da subito vetrine, fioriere in cemento (per
farne pietre da lanciare), bidoni della spazzatura. Hanno aggredito la
pattuglia di una «gazzella» dei carabinieri, danneggiando la macchina,
quindi hanno usato una strategia precisa: giunti a 30 metri da Porta
Venezia hanno appiccato il fuoco a una catasta di materiale vario
probabilmente cosparso di gasolio: ne sono scaturite altissime volute di
fumo che hanno loro consentito di lanciare, non visti, bottiglie molotov
e dare alle fiamme diverse auto (quattro sono state carbonizzate,
altre sono state danneggiate), una moto, un'edicola. Una prima volta
l'incendio ha rischiato di estendersi dall'edicola a un vecchio e
caratteristico palazzo che ospita la farmacia all'inizio del corso
(l'edificio è stato evacuato), mentre un punto elettorale di An,
allestito dall'assessore Bruno Bozzetti in un negozio al numero civico
8, è stato incendiato. E qui si è temuto il peggio, il rogo si è esteso
ai piani superiori e al vicino negozio Singer, ma il pronto
intervento dei pompieri lo ha contenuto. Anche qui lo stabile è stato
sgomberato e la facciata si è ampiamente annerita. Rallentati dalle
operazioni di soccorso e dalle auto incendiate che potevano esplodere,
gli uomini delle forze dell'ordine, con le maschere antigas, hanno
sgomberato l'intera area a protezione dei passanti: si sono visti
bambini piangere, persone sotto choc, gente in fuga un pò dappertutto.
Dopo aver sparato una salva di lacrimogeni, polizia e carabinieri hanno
caricato i manifestanti, e fermato diversi giovani. E qui è successo un
episodio nato dalla rabbia popolare: 5-6 antagonisti, bloccati alla
spicciolata, sono stati sottratti a un linciaggio da parte di persone
che assistevano agli scontri. Al grido di «ammazzateli, lasciateli a
noi, per comprare case e auto dobbiamo fare sacrifici di anni», una
trentina di cittadini hanno preso letteralmente a calci e pugni gli
autonomi, salvati con difficoltà dalle forze dell'ordine e subito
allontanati sui furgoni. In corso Buenos Aires, uno scenario da «day
after». Colpiti soprattutto i commercianti, che hanno già programmato
per giovedì sera una fiaccolata contro la violenza.


 |

Un attivista dei centri sociali arrestato dalle forze dell'ordine mentre
stava cercando di assaltare un ristorante pieno di donne e bambini.
Satana si è impossessato della sua mente, guardatelo!


Chissà se tra le persone che stavano mangiando tranquillamente nel
ristorante e che si sono viste aggredire da questa banda di sciamannati,
ce n'è qualcuna che vota per Romano Prodi, alleato dei partiti che
appoggiano i Centri Sociali ?

Dicono di protestare contro una manifestazione della Fiamma Tricolore,
ma si comportano molto peggio di loro. Ha ragione Berlusconi quando dice
che la loro ideologia porta al rovesciamento della verità.




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~ ~ ~ EPILOGO ~ ~ ~
| Scontri Milano:
confermate condanne |
| Dalla I Sezione penale della
Cassazione |
ROMA,
27 NOV - Confermate le condanne a quattro anni di reclusione
per i 16 giovani imputati per gli scontri avvenuti nel marzo 2006 a
Milano.I fatti avvennero nell'ambito di una manifestazione antifascista
non autorizzata per protestare contro un raduno della formazione Fiamma
Tricolore.La I Sezione penale della Cassazione ha infatti respinto i
ricorsi degli imputati,nonostante il pg Montagna avesse chiesto
l'annullamento con rinvio della sentenza emessa nel 2007 dalla Corte
d'appello di Milano. |
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