Con questa pagina mettiamo a disposizione dei nostri concittadini alcune
brevi notizie che hanno caratterizzato la storia della nostra città nel passato,
citando personaggi e avvenimenti fondamentali per delineare la storia e cultura
rhodense; i fatti sono suddivisi per mese.
GENAR
Gennaio 846
Risale a quest'anno il più antico documento giunto fino a noi dove compare con
sicurezza la dizione «vico Raudo» ad indicare un gruppo di case circondate da
terre coltivate.
23 gennaio 1599
Arriva a Rho in visita al Santuario la regina Margherita d' Austria moglie di
Filippo III Re di Spagna.
2 gennaio 1714
Arriva a Rho Padre Giorgio Martinelli fondatore degli Oblati Missionari di Rho e
del Collegio.
21 gennaio 1813
L abate Casati stila un testamento nel quale nomina erede universale di tutta la
sua sostanza una istituenda «Opera Pia» per la creazione di un «Ospedale in
Passirana di Rho» .
20 gennaio 1934
Muore a Rho Agostino Guidi, letterato, appassionato cultore del Manzoni. A lui
si devono validi contributi agli studi di carattere manzoniano.
18 gennaio 1966
Dopo 88 anni di ininterrotto servizio viene mandato in pensione il vecchio tram.
Il suo posto è stato preso da un celere servizio di autopullman.
FEBRAR
7 febbraio 1817
Circolare della Deputazione Provinciale per raccomandare ai Parroci di far opera
di persuasIone presso le popolazioni affinchè siano osservate le prescrizioni
mediche atte a fronteggiare la «serpeggiante ed insidiosa Febbre Petacchiale».
17 febbraio 1871
Approvazione dell'appalto del servizio pubblica illuminazione a gas.
MARS
In questo mese non ci sono episodi rilevanti nella storia di Rho.
Sopperiamo alla mancanza proponendo delle tradizioni del mese di marzo.
19 marzo S. Giuseppe
Una delle tradizioni più care per i rhodensi era quella di recarsi, il giorno di
San Giuseppe, a mangiare uova sode e insalata nei prati che circondano Villa
Burba, che si trova ad un paio di chilometri da Rho. La gente approfittava del
primo tiepido sole primaverile per fare questa simpatica scampagnata. Secondo la
tradizione, ciascuno portava da casa un cestino con uova sode, olio, aceto e
sale. Dopo la funzione religiosa nella cappellina dedicata a San Giuseppe (c'è
ancora oggi; all'interno ha un dipinto raffigurante la morte del santo), la
gente si disperdeva nel cortile della villa o si sparpagliava nei prati vicini a
cercare la prima insalata che spuntava dal terreno. Poi si sedeva in tondo con
gli amici e la mangiava insieme alle uova sode, condendo il tutto con l'olio,
l'aceto, il sale. Dopo il frugale pasto, prendevano inizio le danze e i canti,
accompagnati dal suono di strumenti musicali.
30 marzo Lunedì de I'ufisi
AI mattino, viene celebrato, da antica data, l'ufficio funebre per tutti i
defunti della parrocchia. E' tradizione che in questo giorno, sul sagrato della
chiesa, arrivino i "firunatt», uomini vestiti di velluto che portano sulle
braccia "le corone» di castagne.
Carnevale
Nel pomeriggio di giovedì e sabato grasso per le vie di Rho e dei paesi sfilano
le maschere e i carri allegorici. In casa è usanza mangiare i «ciacer».
APRIL
24 aprile 1583 "Il Miracolo di Rho "
È nell' Aprile del lontano 1583 che avvenne uno dei fatti che diedero
un'impronta alla nostra Rho.
Era la domenica 24; alcuni fedeli come al solito si erano radunati in una
chiesetta per I'officio sacro. Terminata la funzione, prima di recarsi a cantare
il Vespro in chiesa parrocchiale, un certo Girolamo de Ferri con tre amici andò
di nuovo alla chiesetta a fare un pò di orazione.
Difatti, dopo alcune preghiere, i tre uomini se ne andarono e rimase solo il
Ferri; questi, mentre devotamente pregava la Madonna, osservò che il volto della
Sacra Immagine era pallido più del solito. Pensò che forse qualche pittore
I'avesse recentemente ritoccato e ne uscì senza più pensarci.
Mentre ritornava in paese si incontrò con l'amico Alessandro de Ghioldi, detto
il Marchettino, che si porta- va alla chiesetta, dal quale fu invitato a
ritornare assieme all'oratorio della Madonna e, mentre ambedue erano
inginocchiati a pregare, il Ghioldi rivolgendosi a Gerolamo «vedi là, gli disse,
com'è sporco quell'occhio? Non era così quando abbiamo cantato il Vespro» e
Girolamo rispose «Nè men era così poco fa quando io mi sono trattenuto ad
orare».
E così discorrendo fra loro, lontano dal sospettare dell'avvenuto miracolo, anzi
credendo si trattasse di qualche innocente oltraggio, schizzato di recente su
quell'Immagine dalle rondini, il Ghioldi si recò a casa di un certo Maffeo a
prendere la chiave per aprire il cancelletto che chiudeva la Cappella, e
togliere quello sporco dal volto della Madonna prima che si essiccasse. Aperti i
cancelli, entrò per primo Girolamo Ferri e salì sull'altare per togliere dal
volto sacro quello sporco e, per non imbrattare il suo fazzoletto, disse ad un
amico che lo accompagnava di procurargli qualche straccio. Questi, veduto in
terra uno straccio di panno, lo raccolse e glielo porse.
Senonché mentre Ferri credeva di pulire l'occhio della Madonna vide impresse nel
pannolino tre macchie di sangue vivo e notò l'occhio della Madonna tutto rosso,
vide inoltre scendere dall' occhio della Vergine altre due lagrime di sangue,
che scesero fino alle labbra, ed una terza che le seguiva si fermò sotto il
mento.
Non pensando minimamente al grande prodigio cui avevano assistito, buttarono via
il pannolino. Nel frattempo arrivò alla cappella una certa Faina, la quale,
sentendo ciò che era successo, disse che si ricordava che la Madonna aveva fatto
altri miracoli. Il Ferri e il Ghioldi emozionati e scossi, si portarono ad
avvertire il Prevosto Traiano Spandrio, che si recò sul posto con il prete
Viviani Prati e con Giovanni Giolti, notaio Apostolico.
Il Viviani salì sull'altare e toccò l'occhio della Vergine, ancora umido di
sangue, in modo da bagnarsi il dito.
Le pareti avevano tracce di umidità, ma il pannolino esaminato recava evidenti
macchie di sangue.
Il Prevosto, con molta prudenza e con molta fede, esortò il popolo a venerare
l'Immagine, ma usò tutta la sua avvedutezza nell'ammettere il miracolo, ed
avvertì subito l'Ordinario di Milano.
L' Arcivescovo volle innanzi tutto far svolgere con estremo rigore le indagini
per accertarsi dei fatti: inviò a Rho il dr. Griffido N oberti, Canonico
Ordinario della Metropolitana ed il Barnabita Carlo Bascapè, insieme al notaio
Bolino.
L 'inchiesta sul miracolo durò quasi un mese, e durante tale periodo si
verificarono molti altri prodigi. Si discusse con i testimoni oculari del fatto,
si raccolsero dichiarazioni e deposizioni sulle grazie straordinarie che anche
in passato la Madonna aveva largamente elargito.
Le testimonianze sui Miracoli dell' Addolorata formarono un cospicuo volume,
conservato oggi presso I'Archivio Arcivescovile di Milano.
Nei decenni successivi presso quella cappella si incominciò la costruzione del
santuario, a ricordo di quel miracolo.
22 aprile 1820
Carolina, regina di Gran Bretagna e Irlanda, si fermò in preghiera nel Santuario
di Rho, prima di rientrare in Inghilterra per essere sottoposta a Processo "per
la sua condotta scandalosa", processo che venne sospeso solo per timore di
screditare il prestigio della corona d'lnghilterra.
La regina Carolina morì a Londra l'anno successivo, 1821, a 53 anni. Notizia
della permanenza della regina Carolina a Rho ce la dà Stendhal nella sua opera
"Ouvres lntimes".
MAGG
8 maggio "S. Vittore"
L 'uso di bruciare il globo di bambage nella ricorrenza del Martire.
Fin dai tempi di Costantino è d 'uso accendere quel fuoco nelle maggiori
solennità, fra le quali, siccome è noto, furon sempre considerate le festività
dei Martiri, massime là dove si possedevano le sacre loro ossa (o reliquie).
E di qui è da credere che derivano fino nei primi tempi del medio evo il rito di
ardere quel globo di bambage, che verosimilmente era allora condito o misto di
aromi odorosi "balsama diffunduntur , micant flagrand." tes o ore cerel, etc...
Certo è che questo rito di ardere il globo di bambage nella liturgia ambrosiana
trovasi sempre riservato alle festività dei soli martiri il che è non lieve
indizio della sua antichità, ed era un soprappiù ai ceri ed alle lampade accese.
Questa cerimonia vuole significare il concetto di ardere poi quel globo di
bambage ad indizio della vittoria e della gloria del Martire.
È noto nell'archeologia che i gentili s'incamminavano al trionfo con in mano una
face ardente, non può essere che gli antichi cristiani intendessero adombrare in
quel globo ardente il concetto del trionfo riportato dal Martire, e la luce di
gloria acquistata su in cielo? (da: "Cerimoniale Ambrosiano" di G. Dozio -Milano
1855).
22 maggio 1839
Stendhal (pseudonimo di Henry Beyle) noto scrittore francese, autore di molte
opere fra le quali "Rosso e Nero" del 1830 e "La Certosa di Parma" del 1839, di
passaggio a Rho nel 1839, il 22 maggio, rimane sorpreso ed entusiasmato per la
bellissima e superba chiesa del Pellegrino (il nostro Santuario della Madonna
Addolorata)... ed assiste alla Messa. ("Je suis surpris et enthousiasme par la
charmant et superbe eglise de Pellegrino...J’assIste a l’office...”).
11 maggio 1844
Lettera del Commissario distrettuale di Saronno alla Delegazione provinciale per
raccomandare l’approvazIone del progetto già inoltrato, riguardante la
costruzione delle due torri sulla facciata della nuova chiesa.
GIUGN
4 giugno 1583
San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, giunge a Rho per annunciare al popolo
l'autenticità del miracolo accaduto nell'aprile dell'anno precedente.
Il santo comunica anche che sarà data costruzione, sul luogo dove fu vista
piangere l'immagine della Vergine Maria, di un santuario, che verrà poi
consacrato nel 1775.
Giugno 1821
Viene aperto in Rho uno «stabilimento igienico-climatico». Dall'opuscoletto
divulgativo stampato e diffuso in tale occasione, si legge:
«Questa grossa borgata che si trova a venti minuti di ferrovia da Milano, ha
pure il grandissimo vantaggio di essere dotata di buonissima aria e di una
climatologia costante.
I suoi dintorni sono ameni e rigogliosi di una lussureggiante vegetazione, che
rende questo paese eminentemente agricolo e sano.
Da Rho in pochi minuti si può portarsi nelle industriose e incantevoli borgate
di Legnano e Castellanza, ove al sorriso della natura fa grande concorrenza
l'arte umana. È appunto in questo grosso paese, capoluogo di Mandamento, che si
è impiantato lo Stabilimento Igienico Climatico dei Fratelli Krebs, autorizzato
con decreto prefettizio del 6 giugno 1891, in uno spazioso palazzo del Conte Del
Maino, dagli ampi, ariosi e ben illuminati locali, circondato da ogni dove da
grandi e sontuosi giardini a tutta disposizione delle persone che ricorrono alle
cure.
Lo Stabilimento è diretto dal sig. prof. Gervasoni dott. Tullio, medico
chirurgo, assistito dal sig. dott. D. Dolfini e vi vengono curate tutte le
malattie lente e croniche e specialmente quelle dell'apparato digerente,
respiratorio, nervoso, circolatorio, ecc.».
13 giugno 1920
In un clima di tensione e di disordini che regna in tutta Rho, viene ucciso
Angelo Minotti.
LUJ
25 luglio 1099
Gloriosa impresa di un rhodense alla prima crociata: Giovanni de Raude (di Rho),
durante l'assalto finale a Gerusalemme, dopo che questa era stata cinta
d'assedio, salì per primo le mura della città strappandone la bandiera
mussulmana per piantarvi lo stendardo con la croce. AlI 'impresa parteciparono
anche altri illustri cavalieri della famiglia dei capitani di Rho, tra i quali
Arderico e Guglielmo.
10 luglio 1877
Nacque a Rho Agostino Guidi letterato, appassionato cultore del Manzoni, sul
quale scrisse pagine ammirevoli.
1 luglio 1891
A Rho ebbe inizio il servizio di distribuzione del gas. Allora il gas era usato
sia per uso domestico che illuminazione.
1 luglio 1900
Giunse a Rho, subito dopo l'Ordinazione, don Giulio Rusconi e vi restò fino alla
morte avvenuta il 7 dicembre 1962.
31 luglio 1948
Mentre veniva portata in processione la statua della Madonna Pellegrina da
Bareggio a S. Pietro all'Olmo alcuni giovani che si erano nascosti tra i campi
di granturco delle «quattro strade» nei pressi di San Martino, lanciarono una
bomba a mano contro la statua. Lo scoppio ferì una quindicina di persone in
particolare bambini che erano sul carro accanto alla statua e provocò un enorme
panico. Ora la statua, con il braccio destro mutilato per quell'esplosione è
conservata nella chiesa di S. Martino.
AGUST
2 agosto 1860
Il vic. gen. mons. Carlo I Caccia scrive al prevosto di Rho denunciando alcuni
"moti popolari destatisi in codesta Parrocchia (prepositurale) e circonvicine",
e lo esorta a far opera di persuasione presso i parroci plebani affinchè si
adoperino ad "arrestare la diffusione di principi sovversivi non solo dell'umana
società, ma in opposizione diretta col Vangelo e cogli ammaestramenti della
Santa Chiesa".
8-13-15 agosto 1943
Gravi bombardamenti su Milano. Le vittime non sono molte perchè la popolazione è
in gran parte sfollata nelle campagne. La città è però ridotta in rovina: case
distrutte e incendiate, monumenti insigni colpiti. Durante questi bombardamenti
anche a Rho sono cadute alcune bombe, fortunatamente, in aperta campagna, verso
Mazzo, senza provocare alcun danno.
Un altro fatto che è rimasto nella memoria di chi ha vissuto quei momenti, è
l'aereo inglese colpito dai cannoni della contraerea, schiantatosi nei pressi di
Valera.
All 'indomani del fatto un buon numero di abitanti della zona si sono recati a
vedere il relitto, e si sono portati a casa qualche pezzo come souvenir .
29 agosto 1950
Muore a Monza il nostro concittadino sac. prof. Mario Rosa, nei suoi studi ebbe
la preferenza per la storia lombarda interessandosi anche a quella di Rho.
SETEMBER
1 settembre 1580
Gio. Pietro Missaglia lascia erede del suo patrimonio I'Ospedale Maggiore di
Milano, con l'obbligo di fondare in Rho un collegio per dodici ragazze povere
«alle quali alI'uscita del collegio veniva consegnata la somma di L. 1.500 a
titolo di dote».
I redditi annuali del collegio consistevano in 60 moggie fra frumento, segale e
miglio, 50 brente di vino, lire 300, dodici paia di capponi, 15 fasce di fieno,
12 di orzo, 20 libbre di lino, tre some d'avena e tre d'olive, ceci, lave,
lenticchie ed altri legumi.
14 settembre 1834
Venne posta la prima pietra della chiesa di S. Vittore, secondo il progetto
iniziale fatto dagli architetti Besia e Aloisetti. La chiesa fu costruita
rispettando fedelmente quel progetto; il campanile invece subì variazioni (ne
furono addirittura costruiti due, di cui uno fu abbattuto).
Settembre 1867
Da un documento risulta che a Rho e dintorni vi erano ancora casi di colera.
Sappiamo che negli anni 1836, 1849, 1854 e 1855 a Rho si manifestarono diversi
casi di colera ed il Collegio degli Oblati Missionari venne requisito come
Ospedale per i colerosi.
I morti per queste epidemie furono 36 nel 1854 e ben 64 nel 1855.
OTUBER
12 ottobre 1285
I soldatI dl Ugolmo il Rosso, Podestà di Milano, in marcia per impadronirsi di
Castel Seprio sostano a Rho e fanno razzia di tutto quello che trovano nelle
cantine e nelle dispense dei rhodensi.
14 ottobre 1538
Il borgo di Rho è venduto dai procuratori di Carlo V a Carlo Girami per il
prezzo di lire 21.197, soldi 15 e denari 4. Girami lo acquista per se e per i
suoi eredi, con il reddito del sale e con il diritto di nominare il podestà e
gli altri ufficiali del borgo ed anche con il diritto di confisca e di condanna.
Questo feudo passa in seguito al casato di Annibale Visconti, poi ai Visconti di
Saliceto.
24 ottobre 1564
Primo censimento del borgo di Rho. La popolazione complessiva risulta di 2175
persone.
Ottobre 1583
Nei primi giorni del mese, nella villa di Castellazzo di Rho, ora chiamata Villa
Scheibler, è ospite per due giorni San Carlo Borromeo.
27 ottobre 1622
Muore Jacopo Antonio Clerici di Rho, notissimo medico e fisico.
25 ottobre 1875
Fondazione della filiale di Rho della Cassa di Risparmio delle Provincie
Lombarde. Dopo due mesi di esercizio risultano in circolazione 35 libretti di
risparmio, sui quali sono depositate complessivamente 14.304 lire e 31
centesimi.
12 ottobre 1908
A Rho viene fondata la «Biblioteca Popolare» dal padre Oblato Giacomo Ronzoni,
una delle prime del genere in Italia (solo qualche anno dopo verrà costituito
l'Ente Nazionale delle Biblioteche Popolari).
7 ottobre 1923
È posta la prima pietra dell'Ospedale di Circolo di Rho, quale Monumento ai
Caduti per la Patria.
16 ottobre 1949
Viene a Rho il presidente del Consiglio Alcide De Gasperi per commemorare
Filippo Meda nel decimo anniversario della morte. Meda era stato deputato del
collegio di Rho per diverse legislature. De Gasperi pone la prima pietra del
Nido d'Infanzia e della Scuola Materna e dà il nome all'attuale via Meda.
10 ottobre 1956
A Terrazzano l'eroico gesto di Sante Zennaro che viene ucciso da una raffica
sparatagli da alcuni agenti mentre tenta di convincere due giovani suoi amici a
desistere dal loro assurdo progetto: si erano introdotti nelle scuole elementari
e minacciavano di uccidere i ragazzi e le insegnanti se non avessero ottenuto
del denaro.
3 ottobre 1960
Presso il Collegio degli Oblati di Rho ( ove è rimasto per oltre 60 anni) muore
padre Giustino Borgonovo. E una delle figure più eminenti degli Oblati
Missionari di questo secolo, autore di varie pubblicazioni.
NUEMBER
21 novembre 1675
Nasce a Rho padre Bernardo Banfi, famoso superiore generale dell'ordine
Ospedaliero di San Giovanni di Dio (Fa tèbenefratelli). Scrisse molti libri.
2 novembre 1727
Muore a Rho padre Giorgio Maria Martinelli, fondatore degli Oblati Missionari
del Santuario. Il suo corpo riposa nel santuario. E in corso la causa di
beatificazione.
18 novembre 1877
A Rho, all'età di soli 24 anni, muore il poeta dialettale Averardo Buschi.
Ha scritto molte poesie in dialetto ed in lingua. La più conosciuta è: «La
tegnoeula».
Novembre 1936
La signora Martinoli Moglie di Ambroglo Martinoli, per molti anni sindaco di Rio
viene festeggiata dai suoi 16 figli e da varie decine di nipoti.
Novembre 1943
Nasce la scuola di canto «Santa Cecilia», fondata da Dante Restelli.
Novembre 1955
Per iniziativa di Agostino Casati, Valentino Chiesa e Francesco Pistritto a Rho
viene fondato il periodico cittadino «II Gazzettino di Rho».
Novembre 1968
Il rhodense Luigi Borghetti a Montevideo diventa campione del mondo di ciclismo.