LA CATALUNYA HA DETTO SI': FACCIAMOLO
ANCHE NOI !La Catalunya ha
detto sì. La sua identità e la sua autonomia saranno sancite da un
nuovo statuto che il governo socialista di José Luis Zapatero ha già
riconosciuto. Mentre da noi, gli zapateriani (o pseudo tali) si
abbracciano a Oscar Luigi Scalfaro a Ciampi, ad Andreotti, in Spagna
l’originale scommette gran parte della propria rielezione sulle
autonomie.
Si parla di nazione catalana, si dà grande risalto alle tradizioni,
alla cultura e alla lingua, si passa la gestione degli aeroporti e
dei porti alla competenza di Barcellona.
Sulle infrastrutture, è pronto un impegno economico pari a 3
miliardi di euro per un’ulteriore
modernizzazione.
Ma soprattutto c’è un grande impegno fiscale: il governo centrale
cederà il 50 per cento delle imposte sul reddito e l’Iva al
parlamento catalano (contro il 35% di oggi).
Ma non solo, nel giro di due anni la Catalunya avrà una sua propria
agenzia tributaria, con la partnership del governo centrale.
Provate a pensare cosa sarebbe la Lombardia, il Piemonte, il Veneto,
l’Emilia, le Puglie, la Campania con una responsabilità diretta del
proprio gettito fiscale.
Pensate alla grande sfida, in termini di crescita, che si avrebbe.
Ebbene, ieri, in Spagna - nella Spagna di Zapatero - è successo
questo.
Qui, invece, la sinistra blatera, fa campagna elettorale contro una
riforma che a loro dire “spacca” il Paese; in terra iberica la
sinistra tratta con gli autonomisti, aprendo alle loro istanze.
Qui, hanno paura della democratica Padania.
Di là, aprono i tavoli politici addirittura con i terroristi dell’Eta.
Qui, la sinistra blatera che la devoluzione lascerebbe indietro le
regioni più povere e in Spagna Zapatero vuole che la Catalunya
(regione che fa da sola il 20 per cento del Pil nazionale) voli
sempre di più.
Qui si vuole il Sud ancorato all’assistenzialismo. Là, lo vogliono
libero di correre e di svilupparsi.
Bravo Zapatero!, che ha capito la lezione più semplice del
federalismo: più si lasciano libere di volare le economie regionali
e più volano tutti.
Paese plurale, è il motto del giovane premier socialista.
Non è un caso se la Galizia voglia bissare presto l’Etatut di
Barcellona.
E lo stesso vogliono fare i Paesi Baschi, che tra un mese apriranno
le delicate trattative tra governo centrale e Herri Batasuna.
Vale la pena di ricordare ancora una volta quanto cresca la Spagna?
Il ringiovanimento della sua classe dirigente?
Domenica e lunedì, si vota per
cambiare.
Si vota per il federalismo, per avere uno Stato centrale meno
burocratizzato e meno pesante.
Si vota per avere un premier forte e in grado di dare le risposte
che l’elettore richiede.
Si vota per il cambiamento.
Abbiamo una grande occasione per crescere. Non sprechiamola!!
Vi forniamo un po'
di materiale informativo, che potete magari girare anche ai vostri
conoscenti, quanto più potete meglio è. Inoltrate questo messaggio
via e-mail per far circolare le idee.
Notte di Pontida in Festa - Sabato 1
Luglio
Anche quest'anno è stata organizzata
la Pontida Night, la Pontida dei Giovani, per sabato 1 luglio.
Vi allego il volantino/manifesto da diffondere; ci saranno
numerosi tornei sportivi a partire dal primo pomeriggio,
concerti, giochi, l'immancabile falò e il punto bar MGP che sarà
aperto dalle 18 fino a notte inoltrata! Ulteriori informazioni
dopo il 26.
